Domenica, 08 Dic 2019
You are here: Home Liturgie Commenti alla liturgia domenicale XIX Domenica TO 2019

Bacheca parrocchiale

Ambulatorio medico parrocchiale Si comunica che ogni mercoledì mattina dalle 9,30 alle 12,30 e venerdì pomeriggio dal...
Noi del Volontariato Vincenziano rivolgiamo un appello per una famiglia particolarmente bisognosa di tutto il necessario...
Guardaroba: Il Gruppo Volontariato Vincenziano che gestisce il servizio guardaroba comunica che si ricevono  indumenti...

Archivio parrocchiale

Il sacerdozio e Maria. A conclusione dell’anno sacerdotale, vogliamo presentare una riflessione sul legame tra la Mad...
Il caso: il distributore di carburante. (articolo pubblicato su "La Sicilia" del 12 agosto 2010) Accanto alla chiesa i...
Ex cattedrale nel deserto. Pubblicato il bando pubblico per l’appalto dei lavori di completamento di una delle due ...

Auguri a...

Antonella e Luciano annunciano a tutta la comunità che l' 11 febbraio 2013 è nato il loro primogenito Fabrizio. La Ch...

Shinystat

Avviso importante

Programma settimanale della parrocchia

Attivita del mese

Ottobre 2012 21 Domenica XXIX Domenica del Tempo Ordinario Giornata Missionaria Mondiale: Raccolta. Ritiro Spirituale Comunità “Gesù ama” Ritiro Spirituale Rinnovamento nello Spirito Catechesi... Leggi tutto...
Corso matrimoniale

Sono on-line le nuove schede del corso di preparazione al matrimonio. Visita la sezione "modulistica" oppure la sezione "Corsi" per scaricarle... 
La nuova chiesa

Sono state pubblicate le foto del progetto della nuova chiesa BMV di Loreto. Potete vederle all'interno del menu "La Chiesa" nella sezione "la chiesa domani" 
Giovedì sacerdotale

Giovedì 8 novembre ore 18,00: Giovedì sacerdotale presso la chiesa della Matrice.   I prossimi incontri sono previsti nei seguenti giorni: 08.11.2012 ore 18,00 Matrice06.12.2012 ore 18,00... Leggi tutto...
Corsi matrimoniali

Disponibile il modulo per la frequenza ai corsi matrimoniali e le schede del corso nella sezione corsi/corsi matrimoniali/schedecorso 
Lectio Divina

Ogni martedì, alle ore 18,00, in parrocchia si terrà la lectio divina. Il tema che sarà sviluppato quest’anno riguarda il CREDO. Ci interrogheremo sul senso da dare a questo verbo. Cercheremo di... Leggi tutto...
XIX Domenica TO 2019 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 09 Agosto 2019 00:00

XIX Domenica Tempo Ordinario

Liturgia

“Non temere, piccolo gregge”

Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno” Inizia con questa significativa esortazione il vangelo di questa domenica (Lc 12,32-48). Se ci contiamo siamo davvero pochi. Ma anche se dovessimo risultare tanti, non dobbiamo dimenticare che siamo chiamati a rimanere un “piccolo gregge”, perché “piccolo”, servo, si è fatto il suo pastore. La comunità ecclesiale, destinataria del regno, deve rimanere un “piccolo gregge”, fiducioso unicamente nel suo pastore che assicura sempre pascoli abbondanti e acque tranquille. Un gregge che spera contro ogni speranza, che pone la sua fiducia unicamente nel Signore. La nostra vocazione è quella di rimanere piccoli, poveri, senza segni esteriori, che possono facilitare la nostra relazione con gli altri. Chi vive con la gente sa come vengono trattati i poveri: disprezzati, umiliati, sfruttati, sottopagati. E come “piccolo gregge” dobbiamo imparare il linguaggio sempre affascinante del vangelo, una parola che salva, che libera, che ci fa contare unicamente sulla paternità di Dio. A volte ci è toccato vivere esperienze avverse, traditi anche da quanti dicono di professare la stessa fede e di svolgere lo stesso ministero. Esperienze tremende, che ti segnano per il resto della tua vita. A partire da queste esperienze, abbiamo imparato a percorrere altre strade, quelle del silenzio, della tolleranza, della sopportazione dei tanti finti pastori, che pretendono di imporre regole che non possono appartenere al “piccolo gregge”. Rimanere “piccolo gregge” comporta la consapevolezza del proprio limite, della propria fragilità umana, ma anche la certezza di un generoso perdono da parte del Pastore che come unico obiettivo ha quello di assicurarci la salvezza.

“Piccolo gregge” con un modesto potere. I grandi della terra fanno le loro scelte contando su altri valori, come il guadagno, il consenso popolare. A noi basta sapere che facciamo parte di questo gregge e che non abbiamo motivo di temere. Dobbiamo solo relazionarci con il Pastore, ascoltando la sua voce per conoscerlo sempre meglio e seguirlo.

“Piccolo gregge”: in questi giorni di Ferragosto lo verifichiamo con le nostre chiese vuote o quasi. E non è solo un problema di numeri. Il classico “pochi ma buoni” qui non serve proprio. Una riflessione va fatta e con urgenza. Non ci si può accontentare del flusso popolare per qualche celebrazione patronale. Che cosa c’è oltre il numero? Manca una vera passione per la Parola di Dio, una preghiera come atteggiamento di grande fiducia verso Dio, non ci sono veri rapporti fraterni. E’ sotto gli occhi di tutti una diffusa mentalità di corruzione, che certo non appare come insegnamento evangelico. Lasciamoci interrogare da ciò che appare sotto gli occhi di tutti, nella semplicità e nella voglia di mettere l’uomo al centro dei nostri interessi. Senza una vera passione per l’uomo, non c’è posto neppure per Dio. Alcuni interrogativi: il primo rivolto a chi è rimasto all’interno del “piccolo gregge”: quali motivi seri ti permettono ancora di restare all’interno della comunità?; un altro rivolto a chi ha abbandonato la comunità: perché ci privi della tua presenza?; un altro ancora rivolto a chi vorremmo raggiungere e non riusciamo a comunicare la gioia del vangelo: quali sono gli ostacoli più seri che ti impediscono di seguire Gesù? Le nostre comunità trovino il tempo di interrogarsi e la voglia di rialzarsi per ripartire al seguito di colui che ha “parole di vita eterna”. Non si appartiene alla comunità cristiana solo in ragione di un battesimo ricevuto da bambini e per la celebrazione del matrimonio in chiesa. Partire dunque per un periodo di serenità e di attenta riflessione. Partire per imparare a guardare a quanto abbiamo ricevuto e non solo a ciò che ci manca.

Per partire occorre mettere ordine alla nostra storia, cominciando dai beni che possediamo, guardandoli con l’occhio di Dio, come strumenti di comunione e di elemosina. In ebraico elemosina si dice sedaqah, che vuol dire giustizia. Si parte senza fare ricorso a grossi bagagli: non occorrono.

«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese». Gli uomini solitamente  indossavano vesti ampie che accorciavano durante il lavoro o quando si mettevano in viaggio, sollevando la parte inferiore e legandola ai fianchi. L’assenza poi di illuminazione comportava l’uso di lampade portatili. Viene evocato il testo dell’Esodo (12,11): siamo chiamati ad essere pronti per  uscire dalla schiavitù ed essere pellegrini verso la patria celeste, attraversando quel deserto dove potremo sperimentare un Dio che non ci farà mancare niente, così come provvede ai corvi e ai gigli del campo.

«Siate simili a coloro a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze». La similitudine riguarda un padrone che si è recato ad un banchetto di nozze e poteva anche ritardare nel ritorno a casa. I servi hanno il compito di attendere il ritorno del padrone.  In questa esortazione si può intravedere anche la situazione della comunità cristiana, segnata da scandali e dubbi sulla venuta del Signore. Occorre vigilare in attesa del padrone che sta per venire. Noi siamo ciò che attendiamo. E noi siamo coloro che attendono lo sposo per essere con lui una sola carne. Beati noi se riusciremo a stare svegli! Il padrone-sposo riconoscente preparerà un banchetto e si metterà a servire. Un rimando all’ultima cena nella testimonianza di Giovanni (13,4-15). Il “piccolo gregge” deve vegliare nella certezza della venuta del suo Signore. Deve rimanere “piccolo” senza cedere alla tentazione del potere, alle logiche di quanti abitano nei palazzi. Deve imparare dal Maestro a non cedere mai alle lusinghe del potere, deve imparare a non chinarsi davanti ai signori politici e religiosi di ogni tempo,  deve poter contare unicamente sul vangelo e avere in prospettiva il servizio con un occhio di maggiore riguardo verso coloro che abbiamo reso ultimi.

«Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa». E’ un altro aspetto della venuta del Signore: la sua imprevedibilità.  Siamo dunque sempre pronti! Detto con altre parole: diventiamo protagonisti della storia, lasciamoci coinvolgere dalle necessità delle persone che ci ritroviamo accanto, manifestiamo solidarietà alle persone che soffrono, diamo voce a chi non ne ha.

L’intervento di Pietro sottolinea che l’insegnamento di Gesù è rivolto anzitutto ai responsabili delle comunità, che dovranno vigilare con premura sul gregge assicurando un nutrimento sano. I capi sono quelli più esposti a non svolgere bene il loro compito trascurando il gregge loro affidato. Il palazzo è distante dalle abitazioni normali, ma incontra più accoglienza in quelli che abitano in altri palazzi. Tanti di noi non andranno a dormire ed eviteranno che le luci possano spegnersi. Anche se pochi, siamo contenti di potere essere il “piccolo gregge, che può unicamente contare sulla tenerezza del nostro Dio.

Don Gino Faragone

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Agosto 2019 19:55