Sabato, 23 Gen 2021
You are here: Home Liturgie Commenti alla liturgia domenicale Battesimo del Signore 2021

Bacheca parrocchiale

Ambulatorio medico parrocchiale Si comunica che ogni mercoledì mattina dalle 9,30 alle 12,30 e venerdì pomeriggio dal...
Noi del Volontariato Vincenziano rivolgiamo un appello per una famiglia particolarmente bisognosa di tutto il necessario...
Guardaroba: Il Gruppo Volontariato Vincenziano che gestisce il servizio guardaroba comunica che si ricevono  indumenti...

Archivio parrocchiale

Il sacerdozio e Maria. A conclusione dell’anno sacerdotale, vogliamo presentare una riflessione sul legame tra la Mad...
Il caso: il distributore di carburante. (articolo pubblicato su "La Sicilia" del 12 agosto 2010) Accanto alla chiesa i...
Ex cattedrale nel deserto. Pubblicato il bando pubblico per l’appalto dei lavori di completamento di una delle due ...

Auguri a...

Antonella e Luciano annunciano a tutta la comunità che l' 11 febbraio 2013 è nato il loro primogenito Fabrizio. La Ch...

Shinystat

Avviso importante

Programma settimanale della parrocchia

Attivita del mese

Ottobre 2012 21 Domenica XXIX Domenica del Tempo Ordinario Giornata Missionaria Mondiale: Raccolta. Ritiro Spirituale Comunità “Gesù ama” Ritiro Spirituale Rinnovamento nello Spirito Catechesi... Leggi tutto...
Corso matrimoniale

Sono on-line le nuove schede del corso di preparazione al matrimonio. Visita la sezione "modulistica" oppure la sezione "Corsi" per scaricarle... 
La nuova chiesa

Sono state pubblicate le foto del progetto della nuova chiesa BMV di Loreto. Potete vederle all'interno del menu "La Chiesa" nella sezione "la chiesa domani" 
Giovedì sacerdotale

Giovedì 8 novembre ore 18,00: Giovedì sacerdotale presso la chiesa della Matrice.   I prossimi incontri sono previsti nei seguenti giorni: 08.11.2012 ore 18,00 Matrice06.12.2012 ore 18,00... Leggi tutto...
Corsi matrimoniali

Disponibile il modulo per la frequenza ai corsi matrimoniali e le schede del corso nella sezione corsi/corsi matrimoniali/schedecorso 
Lectio Divina

Ogni martedì, alle ore 18,00, in parrocchia si terrà la lectio divina. Il tema che sarà sviluppato quest’anno riguarda il CREDO. Ci interrogheremo sul senso da dare a questo verbo. Cercheremo di... Leggi tutto...
Battesimo del Signore 2021 PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Gennaio 2021 00:00

Battesimo del Signore

Liturgia

Un’immersione nello Spirito

Terminato il tempo liturgico del Natale, ritorniamo al vangelo di Marco che ci accompagnerà quasi per tutto il tempo ordinario dell’anno. Il brano di questa domenica (1,7-11) si trova all'inizio del suo vangelo, subito dopo la presentazione del ministero di Giovanni Battista. Ci saremmo aspettati un biglietto di presentazione diverso: quel Gesù che Luca e Matteo descrivono come un bambino riconosciuto dai pastori e dai magi, qui in Marco lo troviamo adulto, immerso nelle acque profonde del Giordano, tra i peccatori, riconosciuto come figlio da Dio. Colui che veniva annunciato da Giovanni come “il più forte”, colui che “battezzerà in Spirito Santo”, eccolo là in fila tra i peccatori, ultimo tra gli ultimi. Colui che dalla folla sarà conosciuto come un profeta, come un messia, un taumaturgo, che ha compassione del dolore e delle necessità della gente, eccolo lì, ultimo, anonimo. Per alcuni che lo inviteranno a tavola si mostrerà come un esperto narratore di parabole, per altri uno che abilmente è capace di condurre un dibattito e mettere seriamente in difficoltà i suoi oppositori. Per la cerchia ristretta dei discepoli sarà colui che chiamerà Dio suo Padre. Sarà davvero difficile poterlo identificare. C’è un elemento che potrà non sfuggire al lettore: la sua libertà di fronte all’interpretazione tradizionale della Legge seguita dai rabbini. Per lui il criterio fondamentale non sarà la legge così come è formulata, ma il bene dell’uomo. Un inizio molto modesto dunque quello presentato da Marco: non un luogo importante come il tempio di Gerusalemme, una celebrazione in sinagoga, ma semplicemente un rito penitenziale dove Gesù da adulto si trova in fila tra i peccatori. Sconcertante!

Se scorriamo i testi della liturgia della Parola, non possiamo non osservare la centralità del termine “acqua” con tutta la sua ricchezza simbolica: è presente chiaramente nel rito del battesimo del vangelo, nel testo della seconda lettura (1 Gv 5,1-9: “Gesù Cristo venne con acqua e sangue”), ed è presente ancora nel testo profetico (Is 55,1-11: “O voi tutti assetati, venite all’acqua”). Quanta sete c’è in ciascuno di noi: sete di felicità, di giustizia, di pace. In una parola: sete di Dio, come fonte di benessere. Gesù accetta di immergersi nelle acque del Giordano per condividere pienamente con noi la fragilità umana e si offrirà come acqua viva per dissetare la nostra sete di Dio.

La predicazione di Giovanni

«Giovanni predicava dicendo: “Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non sono degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.  Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo”».

La prima parola pronunciata da Giovanni esprime come imminente la venuta straordinaria di uno che è “più forte” di lui. Si può vedere da subito l’umiltà del precursore e nel contempo la sua grandezza. Diversi sono i tempi del battesimo e diverse appaiono anche le modalità di amministrazione: “con acqua” e “con lo Spirito Santo”.  Giovanni predicava un battesimo di conversione, ovvero un rito espressivo che segnava un serio passaggio da una vita delle apparenze ad una vita dimenticata, forse solo sognata, quella che avremmo voluto vivere se ci fosse stata data l’opportunità di tornare indietro. Un’opportunità per afferrare ciò che apparentemente è impossibile e ritenerlo possibile. Davvero affascinante questa predicazione di un nuovo inizio che risponde al profondo anelito di ogni persona: potere incominciare daccapo. Anche se il Battista poteva far paura per il suo stile di vita, la sua predicazione riusciva ugualmente a infondere speranza. E’ sorprendente: possiamo essere battezzati con uno “spirito” risanante, uno spirito che cresce nei nostri sogni, che matura nel nostro modo di pensare, che realizza la visione che leggiamo nel testo del profeta Gioele: “Io effonderò il mio spirito sopra ogni uomo…i vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni” (3,1).

Giovanni con la sua predicazione e con il battesimo che amministra evidenzia la gravità del peccato e non elimina il senso di colpa. Si va da lui infatti per esprimere il pentimento per i peccati e perché si ha paura di Dio e del suo giudizio. Gesù sottoponendosi allo stesso rito rivela un’immagine nuova di Dio: egli non è l’ avvoltoio e il giudice che ci appare. Dobbiamo piuttosto credere che egli tiene molto alla nostra libertà e alla nostra vita. Gesù va dal Battista per insegnarci che non c’è motivo per aver paura di Dio e che davvero possiamo confidare in lui. Battesimo significa “immersione”, un morire al passato, una rinascita dunque per vivere da risorti.

Il battesimo nello Spirito ci introduce nella comprensione dell’amore di Dio, ci aiuta a capire che non siamo noi che amiamo Dio, ma è Lui che ci ama. “In principio – dice Abu Jazid Bistami – mi immaginavo di essere io a pensare a Dio, ad essere io a conoscerlo e ad amarlo. Quando sono arrivato alla fine, ho visto che è Lui ad avermi pensato, prima che io pensassi a Lui, che mi ha conosciuto prima che io Lo conoscessi, che il suo amore per me ha preceduto il mio amore per Lui, che Lui mi ha cercato per prima così che io potessi cercarLo”.

Il battesimo di Gesù

«Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.  E si sentì una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”».

Il protagonista entra in scena. Marco registra la sua provenienza: uno sconosciuto villaggio della Galilea, Nazaret, che ne rivela sua umanità, la sua modesta condizione in forte contrasto con quanto sarà ora rivelato. Ricordiamo l’osservazione di Natanaele che  con una certa sorpresa esclama: “Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?” (Gv 1,46). Fermiamoci ad osservare la fila dei penitenti che si spogliano per immergersi nelle acque del Giordano confessando i loro peccati. Gesù, che è senza peccati e non ha bisogno di farsi battezzare, è lì per mostrare la sua piena solidarietà a noi uomini, liberarci dalla schiavitù del peccato e introdurci nella vita nuova nello Spirito a servizio del regno di Dio. Un gesto, quello di Gesù, per condividere con noi quella umanità ferita e sfigurata dal peccato. L’immersione nell’acqua richiama l’amara realtà della morte superata dalla vita nuova nello Spirito. Immergersi e riemergere dall’acqua rappresenta una nuova nascita. Lo stesso Gesù parlerà ancora di questo battesimo, quando chiederà ai figli di Zebedeo: “Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?” (Mc 10,38). Il riferimento è alla morte. Mentre Gesù “sale” dalle acque, dal cielo scende una voce. I cieli si aprono abbattendo le barriere che separavano ermeticamente i cieli, sede della divinità, dalla terra. Dio ascolta l’invocazione espressa nella preghiera del profeta Isaia: “Se tu squarciassi i cieli e scendessi!” (Is 63,19). Ora in Gesù si riconciliano cieli e terra, Dio e gli uomini. “Squarciare” è lo stesso verbo che Marco utilizzerà per descrivere la lacerazione del velo del tempio al momento della morte di Gesù, che, come abbiamo riferito sopra, il vangelo considera come un battesimo. Gesù sale dall’acqua e lo Spirito scende su di lui e lo unge per la missione, perché possa “portare il lieto annuncio ai miseri, fasciare le piaghe dei cuori spezzati, proclamare la libertà agli schiavi” (Is 61,1). L’immagine della colomba richiama la tenerezza del nostro Dio, che si china su Gesù. Immagine che ci rimanda all’amata del Cantico dei cantici  Alla visione segue l’elemento uditivo: “Tu sei il Figlio mio”. Una dichiarazione che rimanda al progetto di Marco espresso all’inizio del vangelo, che risuonerà al momento della Trasfigurazione (Mc 9,7) e sotto la croce dalla voce del  centurione (Mc 15,39). “L’amato”: Gesù è come il figlio diletto di Abramo, l’Isacco di Dio, che dovrà disporsi al sacrificio della morte (cfr Gen 22). “In te mi sono compiaciuto”: il rimando qui è alla figura misteriosa del servo di cui parla Isaia (Is 42,1) e alla sua vocazione. Gesù, nuovo Adamo, sceglie di abbassarsi fino alla morte per innalzare l’umanità a Dio. Morirà tra due delinquenti così come aveva iniziato la sua missione al Giordano, tra peccatori.

Il battesimo e noi

Ora davvero ogni barriera è abbattuta e i cieli si squarciano per consentirci di poter vedere il volto di Dio, di potere ascoltare ancora la sua voce questa volta rivolta a ciascuno di noi: “Tu sei il mio figlio amato”. In questo clima di fiducia, nello spazio aperto del suo amore, è possibile a tutti  sperimentare un incontro particolare con Dio. La presenza della colomba, come personificazione dello Spirito di Dio, è il segno decisivo della fine del diluvio, il segno della riconciliazione dell’umanità con Dio, è il segno della vera pace, l’inizio di una nuova creazione. Un’immagine straordinaria e stupenda da parte di Dio per ridire agli uomini con un linguaggio nuovo il suo patto di alleanza: non più distruzioni, azioni punitive, ma unicamente pace e amore. Attraverso Gesù gli uomini potranno stabilire con Dio un rapporto costante e crescente d’amore. Sulla croce viene sigillato questo patto con Dio, quando il velo del tempio si squarcia in due, e in questa maniera si consuma il più grande gesto d’amore.

Una domanda: Ho consapevolezza della missione che mi è stata affidata nel battesimo, quella cioè di testimoniare che sono figlio amato da Dio?

Don Gino Faragone

 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Gennaio 2021 14:51